Quando si visita Sirolo, molti restano affascinati dall’atmosfera medievale del borgo, dai vicoli stretti e dalle mura antiche. Ma pochi sanno che sotto ai piedi dell’abitato si nasconde un vero e proprio tessuto di gallerie sotterranee, testimoni di un passato di vita quotidiana e strategia difensiva.
Secondo gli studi e le testimonianze locali, durante il Medioevo gli abitanti di Sirolo costruirono una rete di gallerie sotterranee che attraversavano il sottosuolo del borgo, permettendo agli abitanti di spostarsi, commerciare e persino continuare le normali attività in sicurezza anche durante i periodi di assedio o minaccia.
Queste gallerie non erano semplici passaggi, ma una sorta di spazio “protetto” dove la comunità poteva rifugiarsi, conservare derrate e comunicare lontano da occhi indiscreti, mantenendo un filo di normalità anche nei momenti più difficili.
L’esistenza di questi percorsi sotterranei racconta qualcosa di profondo sulla strategia e l’ingegno dei sirolesi medievali: non si trattava solo di abitare un borgo sopraelevato sul Monte Conero, ma di costruire una dimensione parallela di sicurezza e relazione.
Ancora oggi, la presenza di questi sotterranei – che in parte emergono negli archivi e nella memoria storica del territorio – accende l’immaginazione di chi visita Sirolo, ci si chiede come doveva essere vivere “tra le mura e sotto le mura”, tra vicoli affacciati al mare e tunnel nascosti nel cuore della terra.
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